lunedì 29 dicembre 2008

Trailers!

Mi rendo conto che fino a questo momento non ho mai spiegato cosa efettivamente narri IL RE GIALLO: INTERLUDI. Ebbene, non fonirò mai un'esaustiva sinossi, anche se si possono trovare qui alcune informazioni; tutto sommato ho sempre preferito lasciare all'oscuro il possibile spettatore, anche perchè sono convinto che la maggior parte del senso dell'operazione non sia nel racconto in sè, quanto nel modo di raccontare. Soprattutto in virtù del fatto che, essendo questo un prodotto low-low-budget, parte del suo successo o del suo fallimento sta tutto nella messa in scena.
Anche per questo i vari teaser e trailer prodotti sono un'accozzaglia enigmatica di scene tanto slegate fra loro da non consentire un'idea chiara di quello che IL RE GIALLO: INTERLUDI vuole dire. Li ho postati così come sono stati messi sulla mia pagina di youtube, non escludo che, poco prima dell'uscita definitiva degli episodi su un sito creato apposta per questa serie, venga sfornato un ultimo e più esaustivo trailer - si vedrà. Voglio sempre ricordare che questo progetto è un esperimento. Nessuno sa come andrà a finire. E le pagine di questo blog possono essere considerate una guida alla sua creazione (ART OF THE KING IN YELLOW, direbbero alcuni) oppure il testamento creativo di un lungo lavoro di squadra che sta per trovare la sua conclusione.

Secondo Trailer del RE GIALLO: INTERLUDI

Primo Trailer del RE GIALLO: INTERLUDI

Teaser Covers




Teaser del RE GIALLO: INTERLUDI

video

domenica 28 dicembre 2008

Casting

Non è vero. Non c’è stato un vero e proprio casting per la ricerca degli attori del Re Giallo. Diciamo che abbiamo chiesto un po’ in giro a coloro che potevano essere interessati a imbarcarsi in questa scomoda avventura. Altri li avevamo già in testa, un po’ perché avevano già collaborato ad altri progetti in passato, oppure perché alcuni personaggi erano stati costruiti su di loro (ad esempio Eloisa Alquati e Fabrizio Caraffini).

Eloisa Alquati: interpreta Elena Petrova, perno attorno a cui ruota l’intera vicenda del Re Giallo; l’ho immaginata come una via di mezzo fra una malata di mente e una di quelle santone da setta millenarista, solo che Elena Petrova non è matta (nel senso classico del termine) e non è una santona, semmai, per usare le parole di Richard Bach, un “messia riluttante”. I suoi "fedeli" la chiamano la Soñadora, la Sognatrice. Mi sono accorto dopo almeno un anno che il personaggio aveva spaventose affinità con Elena Blavatskij, fondatrice della Società Teosofica nel 1875; come se il mio subconscio avesse attinto da quanto letto nella giovinezza su questa figura e plasmato a partire da ciò una delle protagoniste del Re Giallo, Helena Petrova (a parte il nome, basti pensare che la Blavatskij nasce come Elena Petrovna Hahn!). Potenza del subconscio? O un oscuro disegno all’opera?


Fabrizio Caraffini: interpreta Alexandros Panos, lo psicometrico. E’ lui il vero protagonista della vicenda, e il personaggio gli calza a pennello. Fabrizio ha reso credibile un personaggio che ammiccava alla fantascienza senza impreziosirlo o esagerarlo, anzi è riuscito a dare una componente realistica alla recitazione malgrado i miei testi fossero alquanto complessi da tenere a mente e da restituire a voce. Gli sarò sempre grato, per questo. Per quanto riguarda la psicometria, ammetto di non aver fatto grandi ricerche in merito, ma poichè fin da ragazzo questo termine è stato associato (colpa dei fumetti) alla capacità psichica di "leggere" la storia di un oggetto o di un luogo, ho deciso di appropriarmene e giocare sulla possibilità che, in un futuro non lontano dal nostro, o in un'altra circostanza dimensionale, Alexandros Panos potesse essere uno dei primi uomini dotati di poteri paranormali ufficialmente riconosciuti dalla scienza.


Francesco Ciocca: a lui l’ingrato ruolo di Geneva, un personaggio a cui capita praticamente di tutto; un essere votato alla conservazione di se stesso che doveva avere qualcosa di viscido, estremamente corrotto. Naturalmente Francesco non è un attore professionista, assieme a Emiliano Guarneri preferisce spesso stare dietro all’obiettivo piuttosto che davanti; ma questa è una delle cose del Re Giallo che ho tanto prediletto: il fatto che ci siano state persone che si sono sottoposte senza battere ciglio a qualsiasi tipo di tortura (che vanno dal riprendere in condizioni di freddo estremo alle lunghe e dolorose sessioni di trucco protesico).


Emiliano Guarneri: il personaggio di Polidori, l’investigatore al soldo di Geneva (ma su cosa investighi non l’ho mai capito veramente neanche io) si confaceva benissimo a Emiliano. Primo, perché è un personaggio molto fisico, si muove molto, corre, cade, urla (è destino che nei video scritti da me ci debba essere sempre qualcuno che corre e scappa da qualcosa); secondo, perché deve fornire molti dettagli con un semplice sguardo, un movimento delle labbra, un gesto nervoso. Ecco, Emiliano Guarneri adora questi ruoli, perché essendo un grande conoscitore del mezzo video, sa benissimo come risulteranno certe cose in telecamera, e agisce di conseguenza.


Tamara Fragale: mia sorella ha il ruolo per eccellenza, quello di Colui che non Deve Essere Nominato! Perché? Forse perché ho visto troppi film giapponesi e l’accostamento bambino-mostruosità mi è sempre piaciuto. Forse perché era stata così brava sul set del Re Giallo numero zero da convincermi a darle quest’altra occasione. Al solito, un ruolo che in questa prima serie di episodi è molto ridotto, ma idealmente dovrebbe crescere di pari passo con la crescita di mia sorella. That’s movie magic!


David C. Fragale: io medesimo interpreto uno dei personaggi che amo di più di questa storia, sebbene nella prima parte della serie (che spero non sarà l’ultima) si veda molto poco; parlo dell’Amanuense. Ho fin dall’inizio immaginato questa creatura come il mio Gollum, un essere mostruoso ma intrinsecamente eroico, spero che alla fine si possa comprendere questa dualità (non certo negli episodi prossimamente in uscita, di sicuro un po’ di più nelle tavole a fumetti). Mi riservo di parlarne meglio in un altro momento, in una sezione dedicata agli effetti speciali, ma fin d’ora posso dire che dare vita a questo personaggio mi ha costretto a cinque ore di trucco e altrettante altre di ripresa in condizioni a dir poco scomode; in questo modo ho sicuramente espiato quanto fatto patire agli altri attori.


Elena Bianchi: interpreta Eloisa, la migliore amica di Elena Petrova. E’ un personaggio molto importante per la comprensione di tutta la storia, ma nella prima serie di video girati e montati ha un ruolo molto marginale (come molti dei personaggi, gode però di un fumetto tutto suo). Elena Bianchi è una di quelle persone che è stata scelta più che altro per la disponibilità e per la simpatia, non ho mai potuto testare le sue doti recitative. In ogni caso all’epoca non mi interessava, anche perché nelle poche scene girate con lei, il personaggio di Eloisa non dice praticamente niente.



Naturalmente l’elenco degli attori non finirebbe qui, perché hanno dato il loro apporto recitativo e performativo anche altre persone che però, nell’intreccio, hanno un importanza marginale. Stilerò al più presto un elenco esaustivo di queste persone. Poi ci sarebbe il problema Blissett.
Luther Blissett (il nome non è casuale) è un personaggio incerto, definito bene solo nel fumetto a lui dedicato; si potrebbe definirlo il depistatore, ma al contempo l’unico ad avere le soluzioni dell’intricata trama del Re Giallo. Io ed Emiliano Guarneri non ci siamo mai messi veramente d’accordo su come mostrarlo, e neanche di identificarlo troppo bene. Forse nei video non ci doveva neanche essere, poi solo come presenza suggerita, criptica, infine abbiamo pensato che la sua apparizione sarebbe stata un grande effetto speciale, ossia un travestimento esagerato se non un personaggio interamente in grafica 3D! Luther Blissett il condividuo, il multiplo, l’inesistente, è ancora in cerca di un corpo…

Appunti

Ho scovato ieri l’appunto che segue – risale a due anni fa, immagino che stessi ancora studiando la possibilità di mostrare il Re Giallo nella sua forma cartacea, anche se già pensavo che non avrei dovuto restare troppo legato alla concezione classica di “libro”; anzi che avrei dovuto mescolare le acque per dare agli eventuali spettatori la possibilità di trovare nell’intreccio non uno, ma tanti Re Gialli.

"RE (in) GIALLO: chissà cosa passava nella testa di Chambers quando diede questo nome al suo libro maledetto. Ma c’è questa strana assonanza, questa inconciliabilità di termini che gli conferisce fin da subito qualcosa di mistico e inquietante. E non per niente ho detto nome, e non titolo. Perché il Re Giallo è un personaggio, che nel tempo si è evoluto nelle forme sempre più disparate dai nomi altrettanto bizzarri: De Vermiis Misteriis, Cultes des Ghoules, Le Stanze di Dzyan,, in un marasma di pseudobiblia ed autentici manoscritti che trova il suo apice nel libro maledetto per antonomasia, il più volte tirato in ballo Necronomicon di H.P.Lovecraft. La storia umana è ricca di questi esempi, reali o artificiosi che siano, e si è arricchita nel tempo di una moltitudine esplicativa di oggetti depositari di messaggi terrificanti, assurti a simboli di un potere naturale e non, la cui sola menzione richiama subito alla mente qualcosa di negativo – qualità che in epoca recente si è potuta attribuire al Mein kampf di Hitler (purtroppo un libro esistente) come alla videocassetta assassina di The Ring (purtroppo inesistente). Vangeli apocrifi e presunti testi di stregoneria da secoli stanno rinchiusi in qualche meandro del Vaticano, considerati alla stregua di un nemico insidioso la cui sola lettura potrebbe decostruire la realtà in cui viviamo…
Adesso il Re Giallo è tornato, ma cosa sia non posso dirlo. Forse non lo so, inventare la storia attimo dopo attimo senza lasciarsi prendere la foga di correre verso la fine è di gran lunga più esaltante. O forse è la storia che necessita di tempo, che ci viene raccontata da fuori, e siamo noi amanuensi che trascriviamo quello che il Re Giallo vuole che trascriviamo. Il tutto in cambio di una certa presunzione di essere noi i depositari della verità, e non semplici marionette al soldo di una colossale, indecifrabile bugia."

Genesi di un’idea che si pensava di poter girare in qualche mese e invece divenne un’epopea di quattro anni (e forse di più).

In realtà ci abbiamo messo quasi un anno a definire quello che sarebbe stato il succo del progetto Re Giallo: Interludi. La sceneggiatura ebbe diverse stesure, una più complessa dell’altra, e io mi divertivo a buttar giù tutto quello che mi veniva in mente senza tenere conto delle cose che NON avevamo: soldi, attori professionisti e soprattutto tempo. Emiliano Guarneri (che già stava sommando anni su anni al suo THE UFO) mi esortò a non tener conto di alcun limite, anzi mi spronò a scrivere tutto quello che sentivo di scrivere, e devo dire con estrema commozione che fino a oggi ha sempre supportato ogni mia idea senza battere ciglio.
Molte cose furono messe su carta e poi abbandonate, spesso dal sottoscritto, che oltre a essere sceneggiatore doveva fare un po’ da produttore, quindi rendersi conto di cosa proprio era fondamentale e cosa no. Quello che veramente importava era lavorare insieme a persone con delle buone idee, tanta voglia di fare e fiducia nei nostri (miseri) mezzi. E per quanto riguarda la storia, beh, volevo che ci fosse dentro Lovecraft, certi simbolismi ricorrenti della mia vita, una spruzzata di Lynch (mitigata dallo spirito hitchcockiano di Guarneri) e soprattutto un bel pessimismo di fondo del tipo: “tutti dobbiamo morire, ma vediamo come quelli che cercano di evitarlo finiscono solo per peggiorare le cose.”
Spesso scrivevo senza cercare una coerenza, parallelamente disegnavo tutto quello che mi veniva in mente, sapendo che prima o poi ne sarebbe scaturito un senso. Ancora una volta, i sogni mi guidavano verso la meta, così ne dedussi che i sogni stessi sarebbero stati uno degli elementi principali della storia che avremmo raccontato.



Come nasce il progetto RE GIALLO: INTERLUDI

Credo che tutto sia cominciato con il cortometraggio (datato 2004) con il quale partecipammo a diversi concorsi e rassegne – tra cui il Joe D’Amato Film Festival e l’HPL Festival di Portland. La Lurker Films acquistò poi il corto e lo inserì nel DVD THE YELLOW SIGN, pagandoci “ben” 200 dollari e distribuendoci sul territorio americano!
Il video fu girato in una settimana, principalmente per permettere al mio amico Emiliano Guarneri di superare un esame per un corso di cinema, e a me per testare alcuni dei miei effetti speciali in lattice e grosso modo omaggiare Howard Phillips Lovecraft, il videogioco Silent Hill e il film da cui traeva ispirazione, cioè Jacob’s Ladder (Allucinazione (sigh) Perversa, in Italia), del bravo Adrian Lyne. Certo lo scopo non era quello di creare una pietra miliare, quanto la necessità di sperimentare tecniche di ripresa, montaggio filmico e lavoro di gruppo, più o meno le stesse motivazioni alla base del progetto che ne seguì, cioè Il Re Giallo: Interludi.


Naturalmente Il re in giallo, lo pseudobiblia creato da R. W. Chambers c’entra poco e niente; forse fu scelto per non citare ancora una volta il famigerato Necronomicon, o forse perché ci piaceva l’assonanza delle parole “re” e “giallo”, difatti decidemmo di modificare il titolo e dare una nostra versione di questo libro latore di follia, cambiandolo in Re Giallo, che ci sembrava più sinistro ed ermetico. Naturalmente, per quelli della Lurker Films optammo per una restituzione del nome originale, che non fu quindi “The Yellow King”, ma “The King in Yellow”: non volevamo mica sembrare i soliti italiani ignoranti!